Che cos'è il disturbo della condotta?

È spesso possibile individuare in alcuni contesti, soprattutto quelli scolastici, comportamenti aggressivi e problemi di condotta in alcuni gruppi di bambini, che farebbero ipotizzare una diagnosi di DC. È bene però osservare con attenzione le diverse situazioni ed effettuare una diagnosi differenziale, individuare cioè le differenze nei problemi di condotta per poter costruire un intervento individualizzato e quindi efficace. Bisogna innanzitutto distinguere tra rabbia, aggressione verbale e differenti tipologie di aggressioni fisiche, sottolineando che tali comportamenti possono oscillare da un livello di sgradevolezza e provocatorietà ad un livello seriamente dannoso o violento.

Spesso si osservano condizioni cliniche di comorbilità, ossia la presenza di due diagnosi; ad esempio il DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio) o il DC (Disturbo della Condotta) possono essere presenti in comorbilità con l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività). I bambini con DC/ADHD mostrano maggiori problemi di adattamento, rispetto ai bambini con la sola diagnosi di DC, appaiono maggiormente resistenti al cambiamento, e possono avere una prognosi peggiore.

Sintomi

Il comportamento dei bambini o adolescenti affetti da DC sono caratterizzati dal mancato rispetto dei diritti fondamentali degli altri o delle principali norme societarie.

È possibile osservare aggressioni a persone o animali: i bambini fanno spesso i prepotenti, minacciano o intimoriscono gli altri; spesso danno inizio a colluttazioni fisiche; usano armi che possono causare seri danni fisici agli altri (per esempio, un bastone, una barra, una bottiglia rotta, una coltello, una pistola); possono essere fisicamente crudeli con le persone o con gli animali; rubano affrontando la vittima (per esempio, aggressione, scippo, estorsione, rapina a mano armata); possono aver forzato qualcuno ad attività sessuali.

Possiamo assistere, inoltre, alla distruzione della proprietà, ad esempio si pensi a situazioni in cui deliberatamente, un bambino appicca il fuoco con l’intenzione di causare seri danni; o ad altre situazioni in cui distrugge deliberatamente proprietà altrui in modo diverso dall’ appiccare il fuoco. 

Altri comportamenti caratteristici riguardano la frode o il furto: penetrare in un edificio, un domicilio, o un’automobile altrui; mentire per ottenere vantaggi o favori o per evitare obblighi; rubare articoli di valore senza affrontare la vittima.

Infine, caratteristici di questa condizione clinica sono le gravi violazioni di regole: come trascorrere la notte fuori casa nonostante le proibizioni dei genitori, con inizio prima dei 13 anni di età; fuggire da casa di notte almeno due volte mentre si vive in casa con i genitori o con chi ne fa le veci, oppure scappare di casa una volta senza ritornare per un lungo periodo; ed infine, marinare spesso la scuola, con inizio prima dei 13 anni di età.

Trattamento

La terapia cognitivo comportamentale si focalizza sulla percezione e sui pensieri dei bambini con Disturbo della Condotta nell’affrontare le situazioni ritenute provocanti o frustranti. Lavora su una molteplicità di componenti:

Psico-educazione al problem solving e alle abilità sociali, per incrementare la capacità di trovare soluzioni e migliorare le relazioni;

Sviluppo e incentivazione delle abilità di coping (fronteggiamento delle circostanze), per avere più strumenti per affrontare le situazioni;

Utilizzo di giochi di ruolo, per esperire e prendere coscienza, attraverso la drammatizzazione, delle dinamiche relazionali agite e per verificare le strategie apprese;

Lavoro esperenziale e compiti in vivo, per acquisire maggiore controllo sulle situazioni e sulle proprie reazioni;

Educazione all’affettività, per riconoscere e prendere consapevolezza dei propri stati emotivi;

Home-work, per allenarsi a casa a cambiare il proprio modo di agire;

Costo della risposta, tecnica comportamentale per diminuire la probabilità che una risposta inadeguata venga emessa.