Che cos'è il DSA?

Le persone con DSA costituiscono una percentuale significativa della popolazione generale. Nelle varie fasi della vita queste persone sono esposte al rischio o di non sviluppare in pieno le proprie potenzialità o di sperimentare difficoltà di adattamento rilevanti, che possono condurre, anche, ad esiti psicopatologici .

Per poter porre una diagnosi, è necessario disporre di prove standardizzate, cioè per le quali siano disponibili i dati necessari per il confronto, e che solo queste possono essere utilizzate ai fini del processo diagnostico. Non è possibile, e non viene accettato dalla comunità scientifica, esprimere un giudizio clinico basandosi sul semplice ascolto di una qualsiasi lettura, o affidandosi alla propria esperienza. I parametri sulla base dei quali viene effettuato il confronto fra il soggetto su cui si vuole esprimere il giudizio e la popolazione standard sono la velocità di lettura e la correttezza nella decifrazione. La velocità è considerata un parametro significativo perché esprime il valore temporale in cui viene realizzato un processo  In neuropsicologia, la considerazione dei tempi di processamento è molto importante in riferimento a un paradigma interpretativo ben definito chiamato «cronometria mentale».

Trattamento

Il trattamento vero e proprio è di tipo strettamente riabilitativo e si è rivelato efficace.

Dalla Consensus Conference è emerso che: “i trattamenti più efficaci sembrano essere quelli mirati a riabilitare la funzione o vicariare la funzione con metodi strutturati o basati sul deficit”.

Gli interventi variano a seconda delle caratteristiche individuali,  va quindi strutturato un intervento  in seguito alla stesura di un profilo personale dei deficit . 

Sicuramente è raccomandato un intervento il più possibile tempestivo e specialistico,  sia per approfittare della fase evolutiva in cui l’alunno è predisposto a specifici apprendimenti, sia per evitare il rischio del consolidamento degli errori.

L’insuccesso prolungato genera infatti scarsa autostima e dalla mancanza di fiducia nelle proprie possibilità scaturisce un disagio psicologico che, nel tempo, può strutturarsi e dare origine ad un’elevata demotivazione all’apprendimento scolastico. 

Questo disagio può tradursi anche in disturbi del comportamento e/o in manifestazioni emotivo-affettive particolari quali la forte inibizione, l’aggressività, gli atteggiamenti istrionici di disturbo alla classe (come si usa dire: “fa il buffone”), il rifiuto della scuola, la chiusura in sè stessi, gli atteggiamenti di disinteresse verso tutto ciò che può richiedere impegno, depressione e così via. 

Strumenti Compensativi

Gli  STRUMENTI COMPENSATIVI fanno parte dell’abilitazione. Consentono di eseguire in modo rapido ed efficiente sequenze ripetitive ostacolate dal deficit funzionale. Di solito sono realizzate con il supporto di strumenti informatici che gestiscono programmi specifici (calcolatrice, sintesi vocale). Sulla base della diagnosi, della presa in carico e del progetto riabilitativo si deciderà quando e come usare gli strumenti compensativi. L’orientamento più condiviso prevede che gli strumenti compensativi vengano introdotti parallelamente alla riabilitazione e non quando si giudica terminata la possibilità di rieducazione. Gli strumenti compensativi sono importanti per la qualità della vita del dislessico e per le sue possibilità di successo formativo. Sono strumenti che favoriscono l’aumento delle performance.