Cos'è il disturbo ossessivo compulsivo?

E’ molto frequente che le ossessioni si manifestino sotto forma di pensieri o immagini relative a potenziali danni a sé o ad altri (di tipo fisico, finanziario o psicologico) che vengono attribuiti alla propria responsabilità, spesso alla mancanza di attenzione e accuratezza nella prevenzione di tali danni. In tal senso diversi modelli cognitivi hanno sottolineato il ruolo della iper-responsabilizzazione di sé nell’esordio e mantenimento della psicopatologia ossessivo-compulsiva.
La tipica risposta alle ossessioni sono le cosiddette COMPULSIONI. Le compulsioni sono definite come delle azioni ripetitive, a volte veri e propri rituali, a carattere esplicito oppure implicito. Le compulsioni a carattere esplicito sono azioni motorie come ad esempio controllare ripetutamente di avere chiuso la porta di casa, lavarsi più volte le mani, sistemare e allineare continuamente degli oggetti, etc. Le compulsioni a carattere implicito sono invece di fatto dei pensieri o meglio “azioni mentali” come pregare, contare mentalmente o ripetere continuamente alcune parole. Spesso le compulsioni si manifestano sotto forma di insieme di comportamenti stereotipati e ripetitivi e rituali.

Tipologie di DOC

Le ossessioni possono avere diversi contesti di riferimento, tra i più frequenti ritroviamo:

  • Ossessioni che si riferiscono alla paura del contagio a seguito ad esempio del contatto fisico con oggetti possibilmente contaminati e pericolosi;
  • Ossessioni che si riferiscono al dubbio e all’incertezza dell’aver compiuto alcune azioni: “avrò spento il gas?”, “avrò chiuso la porta di casa?”, “forse ho investito qualcuno senza rendermene conto?”
  • Ossessioni che riguardano  impulsi etero- aggressivi e autoaggressivi: “potrei bestemmiare in chiesa (anche se non intendo farlo)”; “potrei perdere il controllo e assalire qualcuno (anche se non voglio farlo)” ; “potrei gettarmi da una finestra”
  • Ossessioni superstiziose: pensieri o immagini riguardo a gravi situazioni ed eventi che potrebbero accadere a sé e ad altri (e prevenibili attraverso le compulsioni e rituali a valenza “magica”)
  • Ossessioni omosessuali, eterosessuali e pornografiche: si manifestano sotto forma di idee o immagini ricorrenti a sfondo sessuale e pornografico, oppure sotto forma di dubbio riguardo la propria identità sessuale.
  • Ossessioni che si riferiscono al peso, alla forma corporea e al cibo: frequenti nei disturbi del comportamento alimentare.
  • Ossessioni religiose e blasfeme: immagini mentali e pensieri a contenuto blasfemo. Le ossessioni religiose, sarebbero il risultato della sensazione da parte del soggetto, che qualunque cosa faccia sia monitorata da una fonte suprema di potere. Esempi di ossessione di tipo religioso sono i seguenti: i peccati commessi non saranno mai perdonati da Dio e si andrà all’inferno, non si possono avere cattivi pensieri e bestemmiare in un luogo religioso, avere la convinzione di aver perso il contatto con Dio, pensieri intrusivi su Dio, Santi o figure religiose. Esempi di compulsioni legate alla religione consistono nel recitare le preghiere più e più volte, toccare o baciare oggetti sacri ripetutamente, rituali di lavaggio, costrizioni alimentari etc.

Il Trattamento

  1. Interventi di tipo educativo
  2. Aumento della consapevolezza sugli errori cognitivi
  3. Sviluppo di dubbio sulla validità di pensieri irrazionali e credenze
  4. Ristrutturazione cognitiva
  5. Esposizione e prevenzione della risposta

La psicoterapia comportamentale, basata sui principi dell’apprendimento, mira ad insegnare alle persone a modificare i propri pensieri e sentimenti a partire dal cambiamento dei propri comportamenti. Tra le tecniche più usate della psicoterapia comportamentale per il DOC ci sono quelle dell’esposizione e prevenzione della risposta. L’esposizione allo stimolo ansiogeno si basa sul fatto che l’ansia tende a diminuire spontaneamente dopo un lungo contatto con lo stimolo stesso. Così, le persone con l’ossessione per i germi possono essere invitate a stare in contatto con oggetti “contenenti germi” (es: prendere in mano dei soldi) finché l’ansia non è scomparsa. La ripetizione dell’esposizione consente la diminuzione dell’ansia fino alla sua completa estinzione.
Perché la tecnica dell’esposizione sia più efficace è necessario che sia affiancata alla tecnica di prevenzione della risposta, perché l’emissione dei rituali ostacola una sufficiente durata dell’esposizione e non consente l’estinzione dell’ansia condizionata. Nella prevenzione della risposta vengono sospesi, o inizialmente almeno rimandati, gli abituali comportamenti ritualistici che seguono alla comparsa dell’ossessione. Riprendendo l’esempio precedente, la persona con l’ossessione dei germi viene esposta allo stimolo ansiogeno e viene invitata a sforzarsi di non mettere in atto il suo rituale di lavaggio, aspettando che l’ansia svanisca spontaneamente.
Il soggetto, in pratica, viene istruito a fronteggiare lo stimolo temuto, sperimentare l’urgenza di mettere in atto i rituali e immediatamente bloccare l’emissione di tali comportamenti.
Si segue insomma il principio “guarda la paura in faccia e cesserà di turbarti”.