Sono in molti i genitori che scelgono di far dormire il proprio figlio nel lettone. Per alcuni la scelta è obbligata dalla “disperazione” perché troppo stanchi per lottare con le proprie creature e convincerla a dormire nel proprio lettino;

altri, invece, consapevolmente scelgono di dormire con il proprio bambino perché amano dormire a stretto contatto con lui. Personalmente ritengo che entrambe le situazioni sono rispettabilissime ma, fino a che età è accettabile far dormire i propri figli nel lettone?

A mio avviso sarebbe meglio non superare i tre anni e questo per cinque ordini di motivi:

1) Il bambino dopo i tre anni ha conquistato (cioè ha lavorato per ottenere) molte autonomie: l’acquisizione completa del linguaggio, il controllo degli sfinteri, l’inizio della scuola materna! Tutte conquiste che sanciscono importanti tappe di crescita. Continuare a dormire nel lettone costituisce un mantenimento del bambino ad un livello di dipendenza inadeguato rispetto a quello delle competenze conquistate. In una fase in cui lo sviluppo dell’identità passa anche attraverso la capacità di una serena separazione dai genitori, non riuscire a dormire da soli può creare un corto circuito evolutivo.

2) La coppia genitoriale è anche una coppia coniugale. Capita, a volte, che a causa di “conflitti” o di “separazioni in casa” il dormire con il bambino è sintomo di disagio dei genitori nella gestione dello spazio condiviso della stanza da letto. Ma, anche in assenza di conflitto, la presenza di un figlio nel letto non aiuta!!! Dopo i primi anni di vita del bimbo, in cui la sua richiesta costante di accudimento mette in secondo piano tutte le altre esigenze, diventa fondamentale che la coppia ritrovi un suo spazio affettivo intimo nello spazio personale della camera da letto dove riscoprire la sessualità ed il desiderio reciproco.

3) Rinunciando al traguardo di far dormire separato il proprio bambino si trasmette a quest’ultimo la percezione che lui non sia in grado di raggiungere questa autonomia, incrinando così la sicurezza di base e

l’autostima. Insegnare ad un bambino a dormire da solo è un processo che richiede disponibilità e tanta pazienza e si basa sulla consapevolezza dei genitori che i propri figli hanno la capacità di potercela fare!! L’insicurezza di un bambino è spesso specchio di una insicurezza dei genitori.

4) L’avere stanze separate insegna al bambino i propri limiti e confini. Sviluppare capacità come l’attesa e la tolleranza alle frustrazioni nei propri figli determina competenze socio-affettive fondamentali al superamento della fase di onnipotenza che, se prolungata oltre i primi anni di vita, può determinare conseguenze negative nelle relazioni con gli altri.

5) Dopo il terzo anno di vita il bambino dovrebbe dormire nella propria stanza da solo. I momenti di deroga a tale abitudine sono prevedibili ed accettabili se si tengono presenti momenti importanti come fasi di malattia, periodi di cambiamento importanti come l’ingresso a scuola, la nascita di un fratellino. In queste situazioni è possibile che il piccolo abbia esigenza di un contatto più forte e concedere piccole regressioni non è sbagliato, anzi lo aiuterà a riattivare la sicurezza per affrontare nuove sfide. TUTTAVIA è IMPORTANTE considerarli come periodi TRANSITORI. Essere attenti genitori è un’impresa ardua…spesso non si sa dove cercare le linee di confine!!! Lasciare che dormire nel lettone sia una piacevole eccezione, come il coccolarsi nel lettone durante il fine settimana sembra essere un confine funzionale ad una crescita mentale sana sia del del piccolo che di mamma e papà!!!